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Osteopata ed ortodontista due professionalità complementari

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Osteopata e ortodontista: due professionalita complementari Osteopata e ortodontista: due professionalita complementari

Oggi vorrei raccontarvi la storia di una ragazza, di un’osteopata e di un’ortodontista.

Una mamma seriamente preoccupata dai dolori accusati dalla figlia a seguito dell’attività sportiva, decise di farla visitare da un medico.

L’esame evidenziò nella ragazza un assetto posturale alterato tantoché il medico consigliò di effettuare un esame radiologico per meglio valutare la condizione.

La lastra mise in evidenza una deviazione della colonna vertebrale, soprattutto della parte alta del dorso e del collo. Il medico, conoscendomi personalmente, propose alla mamma di effettuare anche una valutazione osteopatica del problema e fissammo un appuntamento.

Ricevute la mamma e la bambina nel mio studio, notai subito dai lineamenti del viso che presentava una mascella sporgente. Facendo la mia valutazione, durante i test si evidenziò un problema di mal occlusione, con associato prognatismo ed una anteposizione eccessiva del collo (il collo era troppo in avanti), che le procurava anche mal di testa e nausea quando provava a portare la testa indietro.

Iniziai i trattamenti necessari per la normalizzazione della colonna vertebrale ed a mia volta suggerii di recarsi presso un’ortodontista di mia fiducia.

Dopo la visita l’ortodontista come d’accordo, mi informò della sua diagnosi.

Dopo esserci confrontate sulle diagnosi che ognuna aveva rilevato e definimmo il quadro clinico generale e ci rendemmo conto che era indispensabile unire le nostre professionalità affinché il risultato fosse ottimale.

La coppia vincente: osteopata ed ortodontista

Come osteopata avrei effettuato trattamenti sul corpo per ristabilirne l’equilibrio armonico, mentre l’ortodontista avrebbe agito sull’aspetto funzionale della bocca (apparato dentale). Stabilite concordemente le modalità operative iniziammo i trattamenti in modo da finalizzare il nostro lavoro verso lo stesso obiettivo, ovvero aiutare la paziente.

Il lavoro sincronizzato svolto da ciascuna di noi si rivelò molto importante sia per la riduzione dei tempi della terapia sia per la ripresa fisica della ragazza.

Così, in breve tempo la paziente ha superato il fastidioso sintomo della nausea ed è tornata altrettanto rapidamente a praticare l’attività sportiva interrotta.

La sintomatologia è migliorata a tal punto che, effettuato l’esame radiologico di controllo, si è potuto constatare come la deviazione della colonna fosse nettamente migliorata. Questo mi ha consentito di sospendere i trattamenti osteopatici già programmati e sostituirli con semplici trattamenti di mantenimento e controllo, che è stato possibile diradare sempre più nell’arco dell’anno.

Parallelamente i trattamenti ortodontici hanno avuto lo stesso decorso.

Unite avevamo sconfitto il problema.

La soddisfazione della madre e della ragazza, ormai adolescente, è stato sia per me che per la mia collega un bellissimo dono. Queste sono le piccole soddisfazioni che il lavoro ci regala e che ci spingono e ci stimolano sempre più a migliorare le nostre competenze.

Non basta solo aggiornarsi nel proprio campo, serve anche aprirsi alla collaborazione.  E’ questo in fondo l’insegnamento della storia: competenze diverse che si uniscono con il solo scopo di ridare benessere e salute alla persona, che deve essere considerata un’entità unica e speciale e non unicamente parti anatomiche da riparare.